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Faro sull’antenna dei cellulari che tiene sveglio il quartiere di San Teodoro, il caso arriva in Consiglio comunale

Oltre all’interrogazione a risposta scritta di Monica Russo, consigliera Pd a Tursi, c’è anche la lettera formale del consigliere Pd del Municipio Centro Ovest Amedeo Lucia al Municipio stesso e all’assessorato comunale all’Ambiente Matteo Campora mentre il consigliere municipale della Lega Andrea Ferrari ha scritto all’assessore all’Urbanistica Mario Mascia

A San Teodoro si continua a non chiudere occhio da quando il grande faro dell’antenna telefonica sul palazzo dei civici 14 e 16 emette fasci di luce a intermittenza dal tramonto all’alba. Una luce che illumina un’ampia area “a giorno” e che si spegne e si accende in continuazione.

Tra l’altro, l’antenna ha dietro la zona degli Angeli e palazzi più alti di lei. Se lo scopo è quello di prevenire incidenti aerei, è totalmente inutile perché a pochi metri, alle sue spalle, ci sono la collina e gli altri edifici.

«Dopo le tantissime segnalazioni ricevute dai cittadini – dice Monica Russo – ho depositato un’interrogazione a risposta scritta sul “caso” delle antenne (e della luce accecante che emettono) montate in via Bologna (altezza civici 14 e 16), a San Teodoro. Ho chiesto con un urgenza un intervento del Comune, affinché si attivi immediatamente per verificare e controllare se sono conformi alla legge e/o dannose per le persone. In molti faticano a dormire da giorni e dopo la brutta vicenda di Promontorio occorre attivarsi subito».

Amedei Lucia racconta: «In qualità di consigliere di Municipio ricevo da giorni lamentele e segnalazioni in merito ad una problematica molto sentita dalla cittadinanza. Ho già effettuato segnalazioni in via informale verso la Civica Amministrazione, senza alcuna risposta. Nel quartiere di San Teodoro sono state montate delle antenne telefoniche, in particolare vorrei segnalare quella dai civici 14 e 16 di via Bologna. La stessa vede anche l’installazione di un lampione che emette un fascio luminoso tale da recare disturbo alla popolazione di via Bologna, di via Faenza e di via Ferrara. Il fascio luminoso è persistente e riesce a superare anche le persiane delle civiche abitazioni. La situazione è insostenibile. Occorre al più presto intervenire per risolvere tale problematica e affinché si possa consentire ai cittadini di quella zona la possibilità di dormire».

 Andrea Ferrari si è invece rivolto alla Polizia locale e, memore del caso dell’antenna del Promontorio, all’assessore all’Urbanistica Mario Mascia. «Oltre ai due casi specifici, quello di Promontorio e quello di via Bologna e alla luce del moltiplicarsi di questi impianti – dice – ritengo opportuno che il Comune, al di là delle proprie competenze specifiche che riguardano solo alcuni aspetti dell’installazione, si attivi per creare un ufficio specifico che possa controllare le installazioni e verificare tempestivamente le segnalazioni dei cittadini». Sul caso specifico, invece, riporta che l’assessore Mascia avrebbe chiesto un incontro ad Enac (L’Ente nazionale per l’aviazione civile che regolamenta le installazioni sotto il profilo della sicurezza aerea, per cercare di interloquire a proposito della “convivenza” tra le antenne e la qualità della vita dei residenti in aree della città fortemente urbanizzate e popolate.

Intanto la Polizia locale del nucleo Ambiente del reparto Sicurezza Urbana, su segnalazione dei cittadini ha già effettuato un sopralluogo e sta mettendo in atto le necessarie verifiche di regolarità.

Nel caso dell’antenna di Promontorio, a seguito di due sopralluoghi urgenti, effettuati su disposizione dell’assessore all’Urbanistica Mario Mascia dopo le proteste dei cittadini della zona, era emersa la non corrispondenza tra il rendering depositato agli atti della pratica istruita e la resa finale dell’opera così come rilevata e fotografata dai tecnici. Alla luce dei nuovi riscontri il Comune aveva avviato un procedimento e, quindi, l’annullamento in autotutela dell’autorizzazione paesaggistica e la revoca della stessa autorizzazione.

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